Le nanotecnologie che permettono di ascoltare il dialogo tra le cellule a stella del cervello

30/03/2020
Il cervello umano, che molti di noi pensano essere costituito solo da neuroni, è in realtà per la maggior parte formato da cellule, dette gliali, così dette perché al tempo della loro scoperta si riteneva fossero un mero “riempitivo” tra i neuroni.
Gli studi degli ultimi 40 anni stanno dimostrando che la visione neuro-centrica è ormai sorpassata e che gli astrociti, cellule gliali a forma di stella, hanno un ruolo centrale nella struttura del cervello e in funzioni come memoria ed apprendimento. Un lavoro pubblicato sulla rivista Advanced Biosystems e coordinato da Valentina Benfenati dell’Istituto per la Sintesi Organica e Fotoreattività del Consiglio nazionale delle Ricerche (CNR-ISOF), in collaborazione con Annalisa Convertino e Luca Maiolo dell’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi, del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IMM) dimostra che, sebbene siano “non eccitabili”, gli astrociti hanno una propria attività bioelettrica di eccitazione e comunicazione che però non è il “classico” impulso nervoso, bensì delle piccole e lente variazioni di segnale locale, dell’ordine di milionesimi di Volt o miliardesimi di Ampere e delle centinaia di millisecondi.
Comunicato Stampa | Press release Astromat in English